DDL Cieli blu: iniziata la raccolta firme
Cari Guardiani,
come saprete, dall’11 maggio è possibile partecipare alla raccolta firme per il DDL di iniziativa popolare “Cieli Blu”, che intende vietare qualsiasi attività di geoingegneria climatica nel nostro Paese. L’avvocato Frida Chialastri, con l’aiuto di altre figure di spicco della controinformazione e del dissenso, quali Roberto Nuzzo, Joseph Tritto e Francesca Donato, ha depositato in Cassazione il testo del DDL che, una volta raggiunte le 50.000 firme, potrà essere discusso nelle opportune sedi parlamentari.
È la prima iniziativa del genere in Europa e ricalca abbastanza fedelmente quelle già portate avanti negli USA, dove molti stati a guida repubblicana hanno già legiferato o stanno tentando di farlo per impedire qualsiasi forma di geoingegneria climatica.
Chi segue i nostri canali dovrebbe sapere molto bene che, specialmente negli USA, esiste una moltitudine di aziende private e startup che operano nel settore della geoingegneria climatica: si va dalla startup Make Sunsets, che offre ai propri clienti la possibilità di ottenere “crediti di raffreddamento” lanciando palloni pieni di anidride solforosa (SO₂) in stratosfera, con l’intento di riflettere la radiazione solare e contrastare i cambiamenti climatici, fino ai più “classici” e conosciuti sistemi di Solar Radiation Management (SRM) e cloud seeding.
Figura 1 Le 10 tecnologie più utilizzate ad oggi per dominare il meteo. Fonte www.climateviewer.com

In un momento in cui la cosiddetta crisi climatica riempie le prime pagine dei principali quotidiani nazionali e internazionali, queste tecnologie non vengono quasi mai menzionate dai media se non superficialmente e, anzi, vengono solitamente descritte come ancora “in via di sviluppo”, con scarsi risultati e di difficile applicazione.
I Guardiani del cielo e chi ci segue, invece, sanno bene che tali tecnologie vengono studiate e utilizzate da decenni, in maniera massiva dalla metà del secolo scorso, principalmente in ambito militare, dove sono state considerate strumenti strategici in diversi contesti. In un periodo storico come quello attuale, questa prospettiva solleva interrogativi importanti.
È per questo che noi Guardiani del cielo invitiamo tutti a sottoscrivere la raccolta firme, ritenendo l’iniziativa sacrosanta: a nostro avviso, a nessuno dovrebbe essere concessa la possibilità di intervenire in modo arbitrario sul clima, tanto più a una classe dirigente che, negli ultimi decenni, ha spesso dimostrato scarsa attenzione verso la salute delle persone e dell’ambiente.
Detto questo, è doveroso aprire una breve parentesi sulle polemiche che si sono scatenate già a partire dall’annuncio dell’iniziativa, accentuatesi dopo la pubblicazione del testo depositato in Cassazione. Tralasciando i troll, i negazionisti della geoingegneria climatica e altri soggetti che si sono attivati online per ridicolizzare o ostacolare l’iniziativa, il dibattito ha coinvolto anche vari esponenti del movimento e molti Guardiani del cielo che hanno espresso alcune perplessità.
Il testo poteva essere scritto meglio? Il comitato promotore avrebbe potuto coinvolgere, in fase di stesura, un numero maggiore di esperti per non lasciare nulla al caso e valorizzare tutta l’esperienza maturata dal movimento in questi anni? La domanda è retorica così come la risposta.
Altre domande, invece, meritano una riflessione più approfondita:
- Gran parte delle scie che osserviamo quotidianamente, e che contribuiscono a modificare l’aspetto dei nostri cieli, è prodotta da comuni aerei di linea (trasporto passeggeri, cargo, ecc.), che ufficialmente non svolgono attività di iniezione di aerosol. Come vengono inquadrati questi casi nel DDL?
- Come mai, negli stati americani dove normative simili sono già state approvate (Florida, Tennessee, ecc.), molti cittadini riportano situazioni percepite come invariate rispetto al passato?
Noi Guardiani però vogliamo concentrarsi sugli aspetti positivi dell’iniziativa: in poco più di 15 giorni sono state raccolte, anche grazie al tam tam partito sui nostri canali, quasi la metà delle 50.000 firme necessarie, dimostrando, ancora una volta, che sono tantissime le persone nel nostro paese che vogliono rivedere i cieli degli anni ’90 e che non sopportano più questa situazione.
Tra questa iniziativa e la nostra campagna di affissioni avviata in primavera, il tema della geoingegneria climatica e della tutela dei nostri cieli non è mai stato così centrale, né il dibattito così acceso. Moltissime persone, che prima non conoscevano l’argomento, si stanno informando, si stanno ponendo domande e, insieme a noi, pretendono risposte.
In conclusione, noi Guardiani appoggiamo pienamente questa iniziativa, invitiamo tutto il fronte che lotta da anni per rivedere i nostri fantastici cieli blu ad unirsi e superare le divisioni che, fisiologicamente, ci sono e sempre ci saranno, e ci auguriamo che il DDL possa approdare in Parlamento forte di una marea di firme, anche molte di più delle 50.000 necessarie al quorum.
Avanti tutta!
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